NETWORK SICILIA - comunità in rete


COS’È UN NETWORK
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"Presi singolarmente, una formica o un neurone non sono particolarmente intelligenti. Tuttavia se un numero abbastanza elevato di elementi così semplici interagisce e si auto-organizza, può attivarsi un comportamento collettivo unitario, complesso e intelligente. Se questo comportamento ha anche un valore adattativo, ci troviamo di fronte ad un fenomeno "emergente": una colonia di formiche o il nostro cervello".

La parola Network deriva dall’inglese ed è l’insieme di due parole: Net che significa “rete”, e Work che significa “lavoro”. Quindi, Network significa “lavoro di rete” o “lavorare in rete”.

Cos’è una rete? Secondo il dizionario la rete è un attrezzo costituito da fili più o meno grossi di fibre tessili intrecciati a maglia, usato per catturare uccelli, pesci, animali selvatici, ad esempio: rete da pesca.

Rifletti: fili intrecciati a maglia.

La forza di una rete non sta tanto nella consistenza dei fili, ma nella consistenza degli intrecci a maglia.

Qualcuno ha detto: “Il Network è una struttura dove ogni singolo può trarre grande utilità dall'altro senza depauperarlo né sfruttarlo; anzi, quanto più saprà essere disponibile, tanto più si arricchirà egli stesso. Di cosa? Di contatti, di soluzioni, di informazioni, di dati, di spiegazioni e, perché no, di benessere. La rete disegna un circuito virtuoso, e ciascuno di noi è un crocevia. Ognuno può diventare collettore e snodo di energie, oppure ostacolarle e disperderle”.

Lavoro a tempo pieno per il Signore dal mese di marzo del 2002. Il mio ultimo lavoro fu di grafico pubblicitario per una grande azienda alimentare in forte sviluppo che gestisce supermercati in tutta la Sicilia. Mi ricordo che quando fui assunto mi fu subito affidata una stanza con un computer per svolgere il mio lavoro. Tra le prime persone che mi furono presentate fu il responsabile informatico che si occupava di tutto il settore informatico dell’azienda. Una delle prime cose che mi insegnò fu che il mio computer era collegato in rete con tutti gli altri computer dell’ufficio nel quale ci trovavamo (a quel tempo, solo gli uffici amministrativi contavano una ventina di stanze con 30 dipendenti all’interno). Mi fu spiegato subito che tutto quello che avrei fatto con il mio computer poteva essere comunicato e condiviso facilmente con tutti i colleghi con i quali lavoravo a stretto contatto per il mio settore tramite la rete senza usare il telefono e senza alzarmi dalla mia sedia. Fu una scoperta straordinaria. Compresi l’importanza del networking, cioè il lavoro di squadra tramite un collegamento in rete.

Il networking è l’insieme di due o più entità che scelgono di scambiare e/o condividere informazioni e risorse.


COS’È UN NETWORK DI COMUNITÀ

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Un Network di Comunità è, appunto, l’insieme di due o più comunità che decidono di lavorare insieme, scambiando e/o condividendo le proprie informazioni e le proprie risorse, nonostante possano essere appartenenti a denominazioni, associazioni, missioni, federazioni o altre organizzazioni riconosciute a livello provinciale, regionale, nazionale e/o internazionale.


QUAL È LO SCOPO DI UN NETWORK DI COMUNITÀ

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Lo scopo del Network è quello di sviluppare relazioni su una base di amicizia sincera, stima, fedeltà e lealtà tra i ministri in primo luogo. Il tipo di rapporto che si instaura all’interno del Network è relazionale piuttosto che denominazionale. All’interno del Network si prediligono i rapporti di amicizia, collaborazione e scambio piuttosto che i rapporti basati sulla sottomissione ed ubbidienza.
L’attuale bisogno delle nostre comunità è determinato dal bisogno urgente dei propri ministri. I nostri padri spirituali hanno fatto un grande lavoro, ma ci hanno tramandato un modello di isolamento ministeriale. Se guardiamo dietro, vediamo dei giganti spirituali che hanno fatto cose grandi per il Signore e per il Suo Regno, ma li vediamo soli, senza amici e senza la possibilità di potersi aprire con qualcuno con cui poter condividere il loro cuore, le loro paure, le loro angosce, le loro lacrime, le loro sofferenze, i problemi della propria casa, con la moglie, i figli, con il proprio lavoro. La generazione di ministri che ci ha preceduto ha dato una eccessiva importanza all’immagine del ministro, più che all’efficacia del ministero. Si è data più importanza all’espansione della propria opera più che all’espansione del Regno, pensando che queste due cose fossero sinonimi.
Lo scopo del Network è quello di mettere in collegamento le comunità tramite rapporti di amicizia e sincerità tra i ministri che le guidano, senza doversi confrontare sulla base del numero delle persone che frequentano la propria comunità.


COM’È STRUTTURATO IL NETWORK
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Ci sono tre pilastri fondamentali che sostengono i principi del Network:

1. Il Network è una rete, non una piramide.
La maggior parte delle organizzazioni (denominazioni, federazioni, associazioni, ecc.) che raggruppano un certo numero di comunità, sono organizzate con una struttura di tipo piramidale. Di solito c’è sempre un Presidente in cima alla piramide e da lui si sviluppa una struttura piramidale dipendente dalle sue decisioni o da quelle di una commissione.
Il Network non dipende da chi sta in cima alla piramide, ma si struttura e prende forza dagli “intrecci a maglia” rappresentati dalle relazioni vere e sincere tra i conduttori/ministri e i membri delle varie comunità partecipanti.
Un versetto biblico che descrive esattamente questo principio si trova in Efesini 4:16, “Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso nell’amore”.

2. Il Network si sviluppa su un livello orizzontale più che verticale.
In virtù di ciò che abbiamo appena detto, il Network predilige le relazioni orizzontali, più che verticali. Nel passato non siamo stati in grado di sviluppare vere amicizie nel ministero per il semplice fatto che attraverso una struttura di tipo piramidale/verticistica abbiamo visto gli altri ministri (quasi) come antagonisti e non come “colleghi” o conservi nella stessa vigna. Credendo che la “nostra” vigna fosse “nostra” e non del Signore, abbiamo identificato come “nemico/minaccia” ogni ministro che si avvicinava alla “nostra” vigna, sviluppando un concetto sbagliato di territorialità piuttosto che di Regno.
Il Regno di Dio viene dall’alto ed ha il proprio Re che si chiama Gesù e si sviluppa sulla terra tramite la Chiesa. Nessun ministro può sentirsi autorizzato a sviluppare un proprio regno personale, (spacciandolo per Regno di Dio), creando la propria cerchia di “sudditi”.
Il Network non ha bisogno di un presidente. Sicuramente c’è bisogno di qualcuno che coordini, ma la struttura è, fondamentalmente, orizzontale e non verticale.
Nel Network si possono instaurare rapporti di sottomissione reciproca, che nessuno ha il diritto di controllare o manipolare. All’interno del Network si riconoscono i cinque ministeri, di conseguenza, se un pastore (o un altro ministro) sentirà il bisogno di sottomettersi o di avere un punto di riferimento nel ministero di un apostolo o di un profeta, che sono ministeri di visione, organizzazione e rivelazione, avrà la libertà di farlo.
All’interno del Network non sono impediti i rapporti di sottomissione, ma vengono vissuti con serenità e libertà.

3. Il Network è basato su relazioni piuttosto che imposizioni.
Ecco perché nel Network si vive di relazioni piuttosto che di imposizioni, di consigli amichevoli e mirati piuttosto che di comandi, di una sottomissione reciproca ma nel vero rispetto dei ministeri e dell’unzione personale che il Signore ha dato. Nel Network le relazioni si basano sul riconoscimento della funzione reale del ministro piuttosto che sul titolo ministeriale.



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